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Informazioni turistiche su Sarsina >>   


La città di Sarsina ha origini antichissime.

Fondata da popolazioni di origine umbra
tra il VI e il IV secolo a.C. la prima data certa della storia sarsinate è quella della conquista da parte di Roma nel 266 a .C., dopo la quale diventò città federata e, quindi, Municipio.
Veduta di Sarsina antica

Nel 250 a .C. vi nacque Tito Maccio Plauto , il più grande commediografo latino di cui restano 21 commedie ancora oggi recitate con successo in tutto il mondo, oltre che naturalmente a Sarsina, nell'Arena Plautina.

Alla fine del III secolo e all'inizio del IV secolo è qui vissuto San Vicinio , il primo vescovo e Santo Patrono della città, la cui fama di taumaturgo ed esorcista si è mantenuta fino ai giorni nostri.


La visita a Sarsina non può che iniziare dalla imponente Basilica Concattedrale.
Di stile romanico risale al X-XI secolo e si trova nella piazza principale del paese dedicata al
grande commediografo latino, Tito Maccio Plauto.

All'interno della Basilica è possibile ricevere la Benedizione con la "Catena di San Vicinio", collare in ferro che una tradizione millenaria fa risalire al Santo, primo vescovo di Sarsina.
A tutt'oggi la "Catena", che con il suo effetto taumaturgico fu lo strumento utilizzato dal santo contro chi era in preda a possessioni diaboliche, viene usata per benedire i credenti e richiama decine di migliaia di pellegrini all'anno.
La Cattedrale in Piazza T.M. Plauto

Di notevole interesse è il Museo Archeologico Nazionale che racchiude la storia antica di Sarsina romana: materiali di provenienza quasi esclusivamente locale e grandi monumenti riportati alla luce con gli scavi della necropoli di Pian di Bezzo. Tra questi il Mausoleo di Obulacco, un monumento funebre del primo secolo a.C., il Mausoleo di Rufo che è il monumento sepolcrale piu' grande, il grande mosaico pavimentale policromo detto del "Trionfo di Dioniso" e tante statue tra cui emerge per bellezza la statua di Attis.

Antico foro romano
Sul lato nord della piazza, s'apre una galleria che conduce direttamente ai lastroni (in marmo veronese) del foro e a resti di edifici del secolo I a.C. A sinistra dello scavo è visibile il cratere di una fornace tardoantica, ove si bruciavano marmi per la produzione della calce.
All'epoca romana è invece riferita un'altra fornace che ha lasciato un "monumentino" di ciottoloni e calcestruzzo.

Via Cesio Sabino
Statua di Attis
Mausoleo di Rufo
San Vicinio
Casa di Plauto
Trionfo di Dioniso-mosaico
>> per maggiori informazioni su Sarsina: www.sarsina.info

 

 

 
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